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RICCARDO FRANCESCO VIGARANI

Questo auditorium iniziato nel 1994, costituisce un lascito di Kazuo Inamori all’ Università di Kagoshima.

L’Idea di inserire una sala ovoidale all’interno dell’edifcio è ripresa dal precedente progetto per il restauro del municipio di Nakanoshima nel quale nel 1989 Tadao aveva ipotizzato il posizionamento di una sala dalla forma simile allo scopo di creare una contrapposizione armonica tra vecchio e nuovo.

Questa soluzione è stata richiesta fortemente da Inamori stesso il quale desiderava un’architettura che fosse di stimolo per coloro che la frequentano poiché un ateneo è un luogo in cui vengono formati individui destinati a inventare e costruire il mondo del futuro.

A differenza del municipio di Nakanoshima, qui la sala ovoidale emerge dall’ involucro esterno. A rigore, questo volume è un ellissoide la cui proiezione in pianta, prospetto e sezione è un ovale, e appare come un ovale in infinite sezioni e proiezioni.

Se si vuole effetuare un parallelismo storico con altri edifici nei quali sono stati utilizzate delle forme analoghe, si nota che diversamente dalle chiese di Borromini a Roma, caratterizzate da un uso reiterato e combinato di figure ovali, la visibilità a tutto tondo del volume consente di percepire simultaneamente l’unità e la continuità della forma. Poichè la struttura a uovo deriva dalla rotazione di un’ellisse, essa possiede due fuochi e ciò crea una direzionalità e un dinamismo che mancano in una sfera.

E’ altresì vero che nella storia dell’architettura si contano innumerevoli esempi di piante ovali come, per esempio il Campidoglio di Michelangelo, ma non si trova alcun riscontro per quanto riguarda gli ovoidi tridimensionali. Probabilmente questa è una delle ragioni che hanno motivato la curiosità di cimentarsi con tale figura.