Il progetto si configura attraverso tre corpi distinti, parte di un’unica strategia compositiva, che definisce una corte interna frammentata, caratterizzata da una morfologia articolata e dinamica. L’impianto planimetrico è concepito per evidenziare la distinzione tra ambiti spaziali differenziati: il tessuto urbano circostante, la corte come spazio collettivo più raccolto, e il paesaggio naturale adiacente del Parco Carlo Felice, reinterpretato e reintegrato nel disegno complessivo. Il trattamento del suolo assume un ruolo generativo nella definizione degli spazi pubblici esterni. Il terreno si modella in modo plastico, dando origine a una sequenza di livelli che accolgono funzioni collettive e connessioni fluide tra l’ambito urbano e la corte interna. La superficie stradale penetra nel volume costruito, superando i limiti dell’impronta a terra
dell’edificio, e si raccorda mediante percorsi dolci e gradonate a una piazza ribassata, centro spaziale e funzionale del complesso. La progressiva discesa culmina nell’ingresso della sala conferenze parzialmente interrata, nucleo civico e simbolico del progetto, concepita come spazio di incontro, informazione e scambio tra i cittadini, e fulcro della vita collettiva del nuovo intervento.





